PRIMAL SCREAM "Vanishing point" - Creation

Sono sempre i Rolling Stones i principali referenti di questa band che, anche se osannata da più parti, a me è sempre sembrata più furba che geniale. Ovvio che un certo talento si intuisce, ma è visibile quanto la strada sull’Autobrennero a dicembre con quei bei nebbioni. Diciamo pure che si sta lì in attesa che qualcosa accada, ma poi ci restano in mano canzoni che non sanno di nulla, oppure di tutto, che è la stessa cosa. Organi anni 60, lunghezza dei brani primi anni 70, look punk fine anni 70, attitudini dance anni 80, qualche chitarra grunge e campionamenti anni 90 ; che sia questa la musica del nuovo millennio ? Sinceramente spero proprio di no...
"da Jammai nr. 20 - 11/97"

OASIS "Be here now" - Creation/Sony

O.K. alcuni lettori (forse dei venticinque di manzoniana memoria ?) ci chiedono di non insultare gratuitamente i gruppi recensiti. E’ giusto, ma vorrei sapere, detto nel modo più elegante che mi viene, come cazzo si fa a trattare con fairplay una rottura di coglioni del genere ? Più di un’ora di sciacquatura dei piatti della cucina Beatles, che probabilmente manderà in brodo di giuggiole quei ragazzini che ai tempi dell’omicidio di Lennon, erano stati appena sganciati dalle cicogne, ma tutti gli altri, dico io ? Come possono seriamente dedicare pagine e pagine a questi Duran Duran con il distorsore ? Li vedo però alzarsi boriosamente e, come per gli U2, rivolgere la fatidica domanda : “Ma chi saresti tu, per parlare male degli Oasis ?” Il discorso però è diverso : chi sono loro per chiederci trentottomila lire ed un’ora della nostra vita che è così già dura ed è così breve ?
"da Jammai nr. 20 - 11/97"

MORRISSEY "Maladjusted" - Mercury

Lo sapevate che c’è una parentela fra Stephen Patrick Morissey e Mike Tyson ? Infatti, sono tutti e due vegetariano, anche se, nell’ultimo incontro, dubito che Iron-Mike avrebbe condiviso “Meat is murder” ; ma soprattutto è da un po’ di tempo che nessuno dei due azzecca nulla. “Male in arnese” titola giustamente il poeta mancuniano, visto che questo disco non è brutto come il precedente, ma lascia insoddisfatti. Altra traduzione è : disadattato e forse è ancora più centrata. Morissey pare come sempre fuori dal mondo o, se si vuole, solo dentro il suo, ma ormai sta diventando sterile. Lo snobismo che ne ha fatto uno degli artisti inglesi più influenti, lo sta uccidendo e se qualche ballata, come il singolo (che invece è stato regolarmente stroncato dalla critica) ricorda antichi fasti, il resto è anonimo, grigio come le domeniche a suo tempo condannate. Torna Moz, ne abbiamo bisogno, altrimenti taci e resta a guardare le tue amate soap-operas.
"da Jammai nr. 20 - 11/97"

FOO FIGHTERS "The colour and the shape" - Capitol

Da quando Dave “dentone” Grohl si è tagliato i capelli, assomiglia straordinariamente a Don Backy. A pensarci bene l’accostamento non è così azzardato, visto che la cover più famosa eseguita dai Nirvana, cioè “The man who save the world”, è il plagio di un brano di Celentano e che proprio del “molleggiato”, il grande mentore dell’alternative iu-es-ei, Thurston Moore, è estimatore. Proprio il sottoscritto l’ha incontrato da Contempo, mentre adocchiava vogliosamente vecchie antologie del clan. Abbandonando le stranezze dell’underground, c’è da dire che questo nuovo disco dei FF, lascia per strada gli umori di una band grunge di cui adesso mi sfugge il nome ed approda nientemeno che in quel di Minneapolis. Sono gli Husker Du i padri ispiratori di questo disco, con qualche spruzzata di Remplacements, aggiungendo però che anche se questo nuova fatica di Grohl è gradevole, gli originali erano meglio.
"da Jammai nr. 20 - 11/97"

FEAR FACTORY "Remanufacture (cloning technology)" - Roadrunner

Questo disco andrebbe acquistato solo per il fatto che è stato stroncato da Rockerilla, che, si sa, parla bene di chiunque. In mezzo a tutti quei superlativi per la neo-neo-psichedelia, per il post-grunge ed il kraut-rock-comeback, come mai, mi chiedo io, neanche una parolina a favore di questo gruppo che innovativo lo è parecchio ? Evidentemente i metallari non amano le innovazioni tecnologici, fanno finta di essere progressisti ed invece sono conservatori (come quelli del PDS !) ed il loro cuore palpita per l’assolo di venti minuti. Niente da fare allora per questo ulteriore spostamento in avanti del concetto di musica estrema, che certo favoloso non è, ma indubbiamente coraggioso. Spetta a voi decidere dunque se dare fiducia ancora a Cazares e soci.
"da Jammai nr. 20 - 11/97"

FAITH NO MORE "Album of the year" - Slash/London

Fanno incazzare i FNM. Non tanto per l’ormai cronica incapacità a farsi inquadrare in un genere ben preciso ; quanto per l’idea che ti fanno balenare in testa, sulla possibilità di sfiorare il capolavoro, poi mai realizzato. Le cose migliori della band, a parte la voce straordinaria di Patton, sono gli arrangiamenti, sempre sopra le righe. Fanno incazzare perché potrebbero essere là, dove sono i Metallica, mentre a volte si mettono a scimmiottare i Green Day ed a volte i Fleetwood Mac (gli zombies dei nostri tempi intendo...) senza che l’ironia traspaia. Potrebbero essere lassù, fra le stelle... ma forse a loro non gliene frega niente....
"da Jammai nr. 20 - 11/97"

DAFT PUNK "Homework" - Virgin /// CHENICAL BROTHERS "Dig your own hole" - Virgin

Giovedì gnocchi, venerdì pesce, sabato trip... hop ! Detto questo andiamo con due bands che con tale genere hanno poco a che vedere. Molti si chiedono se il classico rocchettaro con i capelli lunghi, l’occhio spento, l’alito pesante, madido di sudore e con la fallo-chitarra in bella evidenza, sia morto. Sarebbe ora, ma non è vero, visto che un posto nel gruppo di Ligabue lo troverà sempre. Pronti a sostituirlo un esercito di digiei che non sanno suonare (una novità il non-musicista ! Vedi Brian Eno a.d. 1971...) ma sanno rubare e qui mi sembra strano che nessuno abbia ingaggiato alcuni nostri ex-ministri che del ladrocinio sono autentici maestri. Alcuni dicono che il campionamento è un’arte ed hanno sicuramente ragione, ma per trovare gradevole un intero cd di samplers, bisogna farsi degli acidi grandi come pizze margherite e qui c’è chi parla di capolavoro. Se mettete insieme le persone che hanno ascoltato tutto “Dig yor own hole” di filato dall’inizio alla fine, non riuscirete a fare una squadra di volley. Per quanto riguarda i Daft Punk c’è da dire tra tutti i difetti che hanno (e sono tanti !) ce n’è uno gigantesco : sono francesi ! Questo la dice lunga visto che i nostri cugini d’oltralpe potranno competere con i britannici a rugby, ma non certo sul pentagramma. Aspetto tutti coloro che hanno parlato bene di questo disco e lo hanno trovato geniale, fra 10 anni, quando, come al solito, negheranno con forza di aver mai prestato attenzione a questa orribile rimasticatura della peggiore disco (il genere peggiore) degli anni ottanta (gli anni peggiori).
"da Jammai nr. 20 - 11/97"

MINA & CELENTANO "Mina & Celentano" - RTI /// PATTY PRAVO "Notti guai e libertà"

MINA & CELENTANO “Mina & Celentano” - RTI
PATTY PRAVO “Notti guai e libertà”
Visto che Craxi ultimamente è stato riabilitato come grande statista e che Trapattoni allena nientemeno che i viola, anche noi in barba alla coerenza, vogliamo comportarci senza ritegno e senza vergogna. Su una fanzine underground musica così overground, che c’è di male ? Innanzitutto colpiamo veramente il Capitalismo, perché le copie da noi acquistate sono pirata (impazziti sì, ma mica scemi, con i compact oltre le quarantamila...), ma non vedo lo scandalo visto che sono reperibili sotto la luce del sole di qualsiasi bancarella, in qualsiasi mercato ; poi, viste le numerose delusioni che la musica “alternativa” (date le performances, la parola ha preso il significato di musica che va a corrente alternata...) ci siamo rivolti alle persone più improbabili per ascoltare qualcosa di realmente differente. Non potevamo essere più precisi : da una parte una tardona che vive seppellita da vent’anni in Svizzera e che ultimamente scrive scemenze su un giornale di destra, accompagnata da un mezzo predicatore fascistoide che specula ancora su un mito legato a quattro hit degli anni 60/70 ; dall’altra un autentico fantasma di un’icona della canzonetta italiana, ormai ridotta come un baccalà, anche per le passate esperienze che l’hanno vista perfino nuda su giornali porno, senza che però partecipasse “attivamente”. Eppure questi rottami del suono del Belpaese sono in grado di darci due dischi sorprendenti, pieni di idee e, se vogliamo, di coraggio. In più c’è quella cosa che alle consolidonàgiorgiemiette di questi anni manca completamente : la classe. Il Molleggiato e compagna, partono con una canzone scritta dai peggiori imitatori del peggior Battisti (R.I.P.), ma la trasformano subito in un’altra cosa e creano l’unico valido tormentone dell’estate. Man mano che le canzoni si susseguono un dolce vento caldo inizia a scaldare il cuore ed uno si dimentica tutto, come dovrebbe accadere per ogni disco pop che si rispetti. Più glacialità per l’ex ragazza del Piper, come suo costume, al punto che senza sentirla cantare uno penserebbe di essere tornato alla new-wave degli anni 80 (qui si e non sul disco degli S. Pumpkins) poi uno si va a leggere la track-list e trova un brano che s’intitola “Silvyan”. Vorrà dire qualcosa ? Due dischi notevoli snobbati dalla critica (che però non disdegna articoli ed elogi a quelle merde dei Soerba...) e premiati dal pubblico : comprate ancora i giornali specializzati ? A proposito : il disco di Mina con i brani dei cosiddetti grandi autori del rock italiano contemporaneo ha fatto molto parlare i giornali, ma non ha venduto una copia.... Non che le classifiche abbiamo tutto questo valore, ma è un piccolo indizio sul fatto che questi grandi autori sono un bluff, cosa che diciamo da molto tempo.
"da Jammai nr. 25 - 09/98"

DINOSAUR JR. "Hand it over" - Blanco Y Negro

Che il tempo ci preservi figure come Jay Mascis. C’è bisogno di gente come lui, in un mondo come questo dove tutti credono di avere in mano la saggezza. In fondo solo quell’altro pazzoide di Julian Cope è capace di toccare le più profonde corde emotive con canzoni altrettanto sghembe. Mascis in più, è da sempre ad un passo dal diventare una rockstar, unico erede di quel cantautore canadese di cui non sto neanche a dirvi il nome ; ma lui, come Scalfaro (che spasso il paragone) “non ci sta’”. Appassionato di canne e tubo catodico, ora pare anche di golf (ve lo immaginate ad incrociare le mazze con Frank Sinatra, sempre che riesca ancora a respirare e poi a fare jam-sessions su disturbanti versioni di “Stranger in the night”...) difficilmente si farà coinvolgere dal tristo teatrino “alternative” fatto di cantanti-amici-di-attori-che-cantano-aiutati-da-cantanti-che-recitano. A lui interessa solo questo folk americano del duemila, figlio di cattivo cibo e cattiva televisione, quindi neanche troppo americano.
"da Jammai nr. 18/19 - 07-09/97"

AEROSMITH "Nine lives" - Columbia /// W.A.S.P. "K.F.D." - Sanctuary/Castle

It’s only rock’n’roll e, per questo, I don’t like it. Certo, vedere gli Aerosmith oggi, cazzoni come venticinque anni fa, può anche far piacere, soprattutto a confronto con tanti artisti (artisti ?) anonimi di tutti gli angoli del globo. Vedi i partecipanti di Sanremo, che ormai non se li ricordano neanche i parenti stretti. I WASP invece, ci riportano a quel r’n’r ignorante di metà anni 80, ed era ora, dopo tutte queste bands preoccupate del buco dell’ozono e delle sorti della balena. Comunque Perry e soci hanno realizzato il classico disco stile anni settanta, che loro incidono dagli inizi degli anni settanta. Qualcuno per favore gli regali un calendario, anche perché l’unica cosa veramente straordinaria fatta da Steve Tyler in tutti questi anni è sua figlia Liv ! A sorpresa sono i WASP a fare la figura migliore, con un disco che parte malissimo, con un brano dal miasma “gansenros”, ma poi si diversifica con qualche tocco industrial e qualche brivido stranamente gotico. Magre soddisfazioni per il rock, che è in piena fase di involuzione, come agli inizi degli anni settanta, proprio quando questo genere iniziava a prendere piede. La storia si ripete...
"da Jammai nr. 18/19 - 07-09/97"