BUSH "Sixteen stone" - Trauma

Non cercate questo disco a meno che non siate gli avvocati dei Nirvana e vogliate denunciare i Bush per plagio. Questo gruppo, che fra l'altro ha un nome che ricorda una gran brutta persona, ha venduto un casino realizzando un disco con l'aiuto del "Piccolo Chimico Grunge". Una porzione della voce di Vedder, un'altra degli "stop and go" nirvaniani, un'altra ancora della chitarra dei Soundgarden ed il gioco è fatto. E' piacevole ascoltarlo, ma lascerà traccia nella storia del rock quanto Luis Silvio (un bacio agli di Pistoia...) in quella del calcio.
"da Jammai nr. 8 - 11/95"

BLUR "The great escape" - Parlophone/Emi /// OASIS "What's the story (Morning glory)" - Creation/Sony

Già si parla di duello tra Beatles/Blur ed Oasis/Rolling Stones, a dimostrazione che i favolosi anni sessanta sono del tutto insostituibili nell'immaginario del giornalista/pecorone medio internazionale. I nostri (stronzissimi) eroi poi non si tirano indietro, così i Blur si fanno fotografare nella famosa tromba delle scale, una delle pose più conosciute dei baronetti. ...e la musica? Già c'è anche quella e per valutarla potremmo usare il metodo "Oskar-Luigi", cioè parlare male di tutti, parlandone bene. Così si può dire che sbagliano coloro che tirano merda sul nuovo brit-pop, ma non hanno però neanche tutti i torti; così come sbagliano coloro che incensano la nuova scena anglosassone, ma non sbagliano del tutto. Chiaro no? In pratica questa musica è piacevole, ma senza coglioni. P.S.: ...ma l'Inghilterra non è la patria anche dei Kinks, Who, Led Zeppelin, etc. etc.?
"da Jammai nr. 8 - 11/95"

dEUS "Worst case scenario" -

Lo sapevate che le barzellette sui carabinieri, i francesi le raccontano invece sui belgi? Bene, dopo questa annotazione di grande cultura, posso solo sconsigliarvi dal fare lo stesso in presenza di Van Damme, che non mi ricordo mai se è belga od olandese. Meglio non rischiare comunque. I dEUS sono sicuramente belgi e non menano come fabbri, ma fanno buon rock, si trastullano ogni tanto con qualche giochino “tres indie”, ma quando dicono sul serio si fanno apprezzare anche più di certi loro colleghi “brittamericani”. Dedicato a tutti coloro (i discografici italiani) che credono che i gruppi non anglofoni, per sfondare debbano cantare nella loro lingua originale.

WHALE "We care" - Hut

Simpatica questa formazione svedese, almeno quanto il cetaceo a cui dicono di ispirarsi. La loro musica è un fresco guazzabuglio di sonorità diverse, su cui svetta una voce femminile che fa tanto indie-foxcore. Il loro progetto musicale ricorda quello politico di Buttiglione (non il grande colonnello di Jacques Duphilo, ma il lesso filosofo), cioè non ci si capisce niente, ma è spassosissimo. Interessante anche il packacing metallo/plasticato.
"da Jammai nr. 7 - 09/95"

THERAPY? "Infernal love" - A&M

Dall’Irlanda del Nord con furore, ma non troppo, sennò il mercato non recepisce. I Therapy? sanno comunque come fare album belli e sanno come fare album che vendono. Non sappiamo se questo sarà un successo commerciale, anche perchè se avessimo certe doti faremmo un altro lavoro; ma sappiamo che questo “Amore infernale” è l’opera meno scintillante della loro carriera. C’è tutto il campionario delle loro cose migliori loro, ma sembrano meno convinti, soprattutto quando si avvicinano pericolosamente a certi lidi vicini al terrificante suono “simpolmainds”. E’ vero che i Therapy? sono la prosecuzione ideale del rock britannico anni 70 e 80 (meno), ma certi scheletri li devono lasciare negli armadi dei Blur...
"da Jammai nr. 7 - 09/95"

SUPERGRASS "I should Coco" - Parlophone

Questa band non è il gruppo dell’ex-ministro Giuliano Ferrara, ma suscita in me gli stessi sentimenti, visto che questi neo-mod, come ha sempre fatto il ciccione con le bretelle, si schierano dalla parte del più forte. Quel british-sound così sixties, ma anche così punk; così new-wave, ma anche così sporco di soul; così nuovo, ma anche così revival; così Who, ma anche così Oasis; così inglese, ma....andate a fare in culo!
"da Jammai nr. 7 - 09/95"

SOUL II SOUL "Volume V Believe" - Ten/Virgin

Agosto non è un gran mese per le uscite discografiche, quindi bisogna accontentarsi. In più si ha poca voglia di star dietro alle cose complicate. Meglio andare in vacanza con qualcosa di leggero leggero (del resto com’è possibile fare le parole crociate in spiaggia ascoltando gli Impaled Nazarene o Philip Glass?). Questo Quinto Volume dell’enciclopedia della formazione inglese, conferma che Jazzie B non è certo un genio, come si sosteneva anni fa, ma un tipo dannatamente in gamba, che raramente riesce ad annoiare.
"da Jammai nr. 7 - 09/95"

OPPOSITION PARTY "Brain fucked" - 7" - Le Silence de la Rue

Hardcore from Singapore? Scusate il giochino di parole, ma è almeno sorprendente ascoltare tale tipo di musica, da un gruppo proveniente da una delle perle dell’estremo oriente. Questi Opposition Party sono sfuggiti alle nerbate che in tal luogo vengono distribuite in profusione a chi disturba la quiete pubblica (oppure ne hanno prese troppe) e ci presentano un allegro singoletto con quattro brani incisi in maniera tale che, qualsiasi band al mondo, a parte quelle italiane, si vergognerebbe di far ascoltare anche ai propri parenti. Consigliato agli amanti delle varie sottoculture trash, ma anche ad altri, perchè questo hard-core dozzinale prende spesso una piega allucinante del tutto imprevibile quasi in stile crampsiano!

MESHUGGAH "Destroy erase improve" - Nuclear blast

C’è del marcio in Danimarca, sosterrebbe ancora oggi il buon Amleto, ma aggiungerebbe: anche in Svezia e Norvegia, visto la scena musicale ed in Finlandia stando ai quadretti, tutt’altro che rasserenanti, dipinti da Kaurismaki. Il mito del grande nord efficiente e tollerante è finito, al pari di quello della focosità dei popoli latini. Ora sono tutti barbari che vogliono colpire senza ritegno il cuore dell’impero del rock, ormai vastissimo. Questi Meshuggah arrivano dalle terre di Liedhom, ma non hanno precisamente lo stesso aplomb, anzi sono incazzati come saraceni. Forse perchè la patria del permissivismo di storica memoria, è anche la più densa di suicidi, di alcolismo, di incomunicabilità (leggetevi i testi, Bergman li conviderebbe, altro che Pantera!).
"da Jammai nr. 7 - 09/95"

KORN "Korn" - Immortal/Epic

Heavy-metal celtico? L’avevamo già visto in parte con gli Zeppelin.... Crossover contaminato? Anch’esso non è una novità.... Allora perchè acquistare questo disco dei Korn? Semplicemente perchè trattasi di uno dei migliori esempi di metal estremo intelligente, da contrapporre a quello cretino di certi trashers, grinders, noisers, trito e ritrito o smaccatamente modaiolo “perchèadessobisognasuonarecosì”. Certo anche i Korn (non geniali come gli Scorn) cadono nelle trappolone del deja-ecoutè, ma è un peccato veniale e se saranno capaci di rendere più variegata la propria incendiaria miscela sonora, saranno un grande nome su cui puntare in futuro.
"da Jammai nr. 7 - 09/95"