DEAD CAN DANCE "Spiritchaser" - 4AD

Diciamolo subito: non è un capolavoro. Cioè, lo è, ma non del calibro di “Into the Labirynth”. Il mondo dei Dead Can Dance poi o lo prendi per quello che è, come il cinema di Jarman, come la pittura di Bosch, come il gioco dei calciatori slavi, oppure lo rifiuti in blocco. A me piace molto, non ho mai considerato Perry e la Gerrard due sfigatoni dark, come alcuni vogliono farli passare, nè due tristissimi artisti di pop intellettuale, bensì due voci (e che voci...) di un mondo poetico arcaico, non vetusto, che tutt’oggi aleggia per il pianeta. Il loro linguaggio è l’immortalità malinconica della bellezza e con i funerali, nonostante il nome, non c’entrano nulla.
"da Jammai nr. 13 - 09/96"

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