Un po’ è colpa mia: avrei dovuto parlarvi di questo disco quando è uscito, ma ho tardato ad acquistarlo. Per il resto è colpa del livello generale della musica di questi tempi che mi obbliga a ripescare un lavoro datato, perché il panorama delle novità offre poco o nulla. Mi piace comunque tornare sui Royksopp in quanto uno dei pochi ensemble musicali ad avere un suono moderno. Questo non per la matrice elettronica del loro lavoro, ma perché in grado di rappresentare la tensione della contemporaneità. Li aiuta l’approccio non minimale al suono sintetico, con un’attitudine orchestrale che li porta dai lidi dei mai abbastanza considerati Pet Shop Boys (spernacchiati negli anni passati dagli adoratori del r’n’r sudato) fino ai limiti del progressive ed anche se sembra un’assurdità il sample dei Camel (altra band da riprendere in considerazione) la dice lunga. Musica per lo più spiazzante ed inedita che affonda però le sue radici in suggestioni antiche e che è in grado di aumentare il suo fascino ad ogni ascolto, con quanti altri vi è successo ultimamente (da Vasco ai Korn e da Eros agli Audioslave)?
"da Cacofonico - 01/06"
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